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VOLTO SANTO e non solo . . .
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UN PO' DI STORIA
Nel 1638 i cappuccini vengono in possesso di questa reliquia.
P. Donato da Bomba, nel 1640, scrive una "Relazione Istorica", conservata
nell'archivio provinciale di cappuccini de L'Aquila. In essa viene narrato
come il Volto Santo sia giunto a Manoppello portato da un misterioso pellegrino,
restato in casa Leonelli fino al 1608, preso con forza da Pancrazio Petrucci,
venduto a Giacom'Antonio De Fabritiis e da questi donata ai cappuccini.
Il convento dei cappuccini viene fondato, dal 1618 al 1620, proprio
negli anni in cui Giacom'Antonio De Fabritiis faceva porre il sacro velo
tra i due vetri. La chiesa viene dedicata a S. Michele Arcangelo. In questa
chiesa viene esposto alla venerazione del popolo il Volto Santo il 6 Aprile
1646. Per circa quarant'anni non fu oggetto di culto pubblico, ma custodito
quasi privatamente in una nicchia a lato destro dell'altare maggiore. Solo
nel 1686 viene costruita nel lato sinistro della chiesa una piccola cappella
con un altare ove si trasloca la sacra reliquia e viene introdotta la festa
liturgica del 6 agosto, giorno della Trasfigurazione del Signore.
Un evento negativo porta ad un forte incremento del culto al Volto
Santo. Il 1700 inizia con un lustro di forti terremoti che scuotono incessantemente
l'Umbria, l'Abruzzo e il Sannio. P. Bonifacio da Ascoli dal 1703 espone
più volte il Volto Santo alla pubblica venerazione. Si comincia
a pensare ad una processione che porti il sacro velo all'interno delle
mura, il che ha inizio nel 1712, la seconda domenica di Maggio.
La processione pone un problema di sicurezza. Per proteggere meglio
il sacro velo, P. Bonifacio di Ascoli nel 1703 vuol cambiare i vetri, così
pure, nel 1714, P. Antonio da Poschiano, oltre i vetri, vuol impreziosire
il tutto con una cornice in argento. In ambedue i casi, separati i vetri,
l'immagine di Cristo svanisce, tornando a risplendere solo quando tutto
viene riportato allo stato preesistente.
Nel 1750, per evitare la coincidenza con la festa di S. Giustino, patrono
di Chieti, la processione viene posticipata alla terza domenica di Maggio,
data che resterà fino ad oggi.
Il secolo XIX è segnato dalle leggi di soppressione degli ordini
religiosi, e i frati dovranno per due volte lasciare il convento. La prima
il 6 settembre 1811; nello stesso giorno il Volto Santo viene trasportato
presso le clarisse il cui monastero era situato all'interno delle mura.
Il convento rimane deserto, il Santuario chiuso fino al 16 maggio 1816
quando i cappuccini fanno ritorno. La domenica successiva, 19 maggio, celebrata
la consueta festa, il sacro velo viene trionfalmente riportato nel proprio
Santuario. Ma il 27 dicembre 1866 una legge espelle di nuovo i frati dal
cenobio; il Volto Santo rimane all'interno del santuario chiuso. I religiosi
torneranno il 27 ottobre 1869 per rimanervi fino ad oggi.
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